Alcune riflessioni sull’archiviazione documentale digitale

L’archiviazione digitale di enormi masse documentali, con l’avvento dei moderni supporti di archiviazione, compresa la gestione in cloud dei file, è diventata sempre più importante e necessaria.
Infatti le pubbliche amministrazioni in primis, nel corso della loro esistenza, hanno accumulato plichi su plichi di materiale cartaceo andando incontro a due problematiche fondamentali: lo spazio di archiviazione sempre più ridotto e la deperibilità fisica del supporto.
Infatti, nei locali pubblici, è molto facile imbattersi in stanze e zone ricoperte di scaffalature, destinate a contenere tutto il materiale che la burocrazia ha prodotto e continua a produrre durante la propria genesi.
Oltre a ciò la carta si deteriora in termini di brillantezza e di coloritura; anche se avviene nell’arco di alcune decadi questo rappresenta un problema concreto.

Il rimedio a tutto ciò è rappresentato dall’archiviazione documentale milano digitale dei supporti cartacei.
Questa che fino a qualche anno fa era considerata la panacea della conservazione documentale ha posto negli ultimi anni alcuni interrogativi di non poco conto.
Infatti si è preso coscienza del fenomeno dell’obsolescenza digitale, dato dall’accesso a lungo termine dei dati. La tecnologia digitale, che si sta sviluppando in modo molto repentino e il modo di recuperare informazioni diventa via via obsoleto in pochi anni. Quando un software o una tecnologia per la decodifica di un’informazione viene abbandonata oppure l’hardware sul quale l’informazione è conservata non è più disponibile, le informazioni registrate possono essere facilmente perdute, semplicemente perché non sono più raggiungibili.
Questo problema è dovuto alla mancanza di standard, protocolli e metodi di conservazione digitale stabiliti. In passato abbiamo conservato copie dei dati su nastri ma gli standard per questa tecnologia sono cambiati enormemente negli ultimi anni e non c’è alcuna garanzia che questi stessi nastri siano leggibili nel futuro.
Tutto ciò rimane un problema a cui non si è riusciti a proporre una soluzione efficacemente condivisa, ma sono state trovate soltanto risposte temporanee e poco risolutive.

Le tipologie di scopa elettrica

Dovete sapere che esistono diversi tipi di scopa elettrica professionale, infatti in base all’utilizzo abbiamo modelli differenti. Ogni modello ha delle caratteristiche sue proprie, tanto da risultare più o meno adatto a soggetti allergici o alla raccolta dei peli degli animali, ad esempio. Quello che dobbiamo sapere è che esistono varie tipologie di scope elettriche sul mercato:
• La scopa elettrica con sacco
• La scopa elettrica senza sacco
• La scopa elettrica senza fili
Le scope elettriche con sacco
Le scope elettriche professionali con sacco, che sono le più classiche, sono molto pratiche da utilizzare, soprattutto per la loro manutenzione, poiché il cambio dei sacchetti non prevede alcun contatto diretto con lo sporco raccolto e nessun lavaggio del serbatoio. Di contro, però, avere una scopa con sacco ci costringe ad avere una spesa aggiuntiva sul lungo periodo, inoltre abbiamo l’obbligo dell’approvvigionamento dei sacchetti necessari al funzionamento della scopa.
Le scope senza sacco possono avere caratteristiche e costi differenti, anche se il valore commerciale non è mai particolarmente alto, come invece accade nei modelli senza sacco e senza fili.
Le scope elettriche senza sacco
Le scope elettriche senza sacco o cicloniche, non necessitano di alcun sacchetto di ricambio, anche se il serbatoio in cui si convoglia lo sporco ha una capacità inferiore rispetto a quella dei sacchetti. Con meno spazio a disposizione, una scopa elettrica senza sacco potrebbe non avere l’autonomia sufficiente per pulire a fondo una casa di ampia metratura. Questo però è un limite facile da superare, visto che smontare il serbatoio e svuotarlo è un’operazione molto semplice. Di contro si potrebbere avere un contatto diretto con lo sporco raccolto, ed è per questo motivo che molti allergologi consigliano i modelli con sacco a chi ha problemi con la polvere.
Le scope senza sacco possono avere costi differenti, soprattutto se prive di cavo.

Le scope elettriche senza fili
Sono il futuro delle scope elettriche. Infatti questa tipologia negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. Attualmente le scope elettriche senza fili hanno batterie più durature e possono pulire una casa di medie dimensioni in modo piuttosto approfondito. Ma non solo: il cambio della batteria è sempre più pratico, tant’è che molti utenti ne comprano direttamente una aggiuntiva come optional. Avere due batterie a disposizione significa disporre di un’autonomia assolutamente soddisfacente anche per pulizie di lunga durata. Il limite delle scope elettriche senza fili, soprattutto per i modelli di punta, rimane quello di avere un costo elevato.

Come combattere il mal di mare in barca

Giunti nel periodo delle vacanze molti opteranno per concedersi qualche giorno di relax in località di mare.
Qualora vogliate passare una giornata alternativa potreste noleggiare un’imbarcazione ed effettuare una gita alla ricerca, magari, di qualche caletta difficilmente raggiungibile per altre vie.
Soffrite di mal di mare?
Non fatevi fermare da questo disturbo.
Il mal di mare altro non è che la reazione del corpo quando è sottoposto a particolari sollecitazioni provocate da spostamenti rapidi e repentini, obbligando il nostro sistema nervoso a elaborare continuamente dati per ristabilire il giusto grado di equilibrio .
Prima regola da seguire quando si decide di intraprendere un’uscita in mare, magari anche di una sola giornata, è quella di aver fatto una buona colazione “asciutta” e salata.
In caso di mal di mare si sconsiglia di scendere sotto coperta, dove i movimenti sono ampliati e più forte sarà il senso di soffocamento.
In caso di mal di mare occorre mantenete la calma e ricordarsi che di mal di mare non si muore e che passa nel giro di qualche ora.
Ricordarsi sempre che ingerire qualcosa solido tipo pane, meglio se con molta mollica, oppure dei crackers, meglio se salati, può alleviare il senso di nausea. I pescatori sono soliti mangiare delle alici salate.
Se le alici ed il pane non fossero di vostro gradimento potrete mangiare una banana. Anche una fetta di limone da tenersi in bocca può aiutare a far passare il disturbo.
Infine, potete provare con la Coca-cola (da anni ormai il passaparola ne ha decretato la bontà in caso di malessere dovuto al mal di mare).
Per i più scettici riguardo i rimedi naturali, in commercio ci sono tanti accessori nautici, come i braccialetti Sea-Bands, da applicare almeno mezz’ora prima di salire in barca, o i famosi cerotti, che tuttavia hanno la grossa controindicazione di creare una forte sonnolenza.
Quindi armatevi di forza e coraggio e concedetevi l’avventura di una uscita in mare, dell’esperienza di solcare i mari con una imbarcazione.

Parquet e e stili di posa

Il parquet nasce nei paesi del nord e precisamente in Scandinavia.
Grazie al calore che conferisce all’ambiente nel quale viene collocato, sia in termini di decoro sia in termini di isolamento che il legno offre, sta prendendo sempre più importanza nel settore dell’arredamento di interni.
Si può affermare che il parquet racchiuda in se il giusto mix tra estetica, dovuta alle proprietà intrinseche del materiale, e funzionalità poiché il legno usato per la creazione del parquet garantisce lunghi periodi di utilizzo.
Il Parquet venezia negli anni si è prestato a svariate trasformazioni, sia dal lato delle finiture, sia da quello della posa.
Stile tradizionale: pavimentazione in legno massiccio, o massello, ricavata da un’unica struttura di legno nobile, con spessore variabile che veniva incollato al pavimento e richiedeva una lavorazione di più giorni, in quanto necessitava di essere levigato, stuccato e verniciato.
Il prefinito: caratterizzato da una economicità e rapidità della messa in posa. E’ formato da un sottile strato di legno nobile (circa 2,5 millimetri) posato su una base di legno più (abete o betulla) o meno pregiato (pioppo).
Il flottante: appoggiata su tappetini fonoassorbenti e bloccanti, di poliuretano espanso e caratterizzato dalla facilità di posa (i pannelli si incastrano l’un con l’altro) .
I comuni tipi di posa del parquet:

Posa a correre è la più diffusa: i pannelli sono disposti orizzontalmente e divide nei seguenti modi:

• cassero regolare (come la disposizione dei mattoni in un muro, col pannello disposto esattamente a metà di quello adiacente)
• cassero irregolare (i pannelli sono disposti in apparente ordine casuale, solitamente ad un quinto di quello adiacente).
I muri devono esser perfettamente in squadra per evitare che la posa accentui le loro irregolarità.

Posa a spina di pesce: pannelli sono posizionati in file parallele ad angolo retto.

Posa a spina ungherese :ricorda una freccia, con pannelli squadrati diagonalmente e disposti a 45° o 60°, con una modalità di posa simile a quella a spina di pesce.

Posa a mosaico: i pannelli sono disposti in modo da formare un quadrato per formare, a lavoro finito l’effetto a scacchiera.

Investigazioni aziendali: a cosa servono e perché richiederle

Prima di tutto occorre far luce su cosa si intende per investigazione aziendale. Essa consiste in una indagine svolta da professionisti che devono esser muniti di apposita licenza rilasciata dalla prefettura di appartenenza ovvero dove ha sede l’agenzia per la quale lavorano.
Questa pratica viene sovente richiesta al fine di tutelare un business da eventuali minacce che, generalmente, ricadono in quello che viene chiamato spionaggio industriale.
Lo spionaggio industriale avviene sovente ad opera di dipendenti che trafugano o passano documentazione relativa ad uno o più progetti della ditta committente l’indagine ad altre aziende in concorrenza con essa.
Qualora un’azienda ricorra ad indagini le motivazioni, come detto, possono esser le più disparate.
Generalmente si passa dai controlli sui propri dipendenti, col compito di escludere i comportamenti fraudolenti che potrebbero esser compiuti dagli stessi, fino ad arrivare, nei casi di conclamato tradimento aziendale, al licenziamento del dipendente reo di aver posto in essere comportamenti in danno alla società.
Col termine investigazioni aziendali si racchiudono diverse attività tra i quali spicca il royalty audit che comporta un lavoro di investigazione finalizzato a verificare il rispetto del contratto di licenza legato a un marchio o a un brevetto.
Le investigazioni possono avere ad oggetto la contraffazione del marchio, ovvero verificare che i progetti di un dato prodotto non vengano usati fraudolentemente da terze parti per produrre prodotti che verranno inseriti sul mercato andando a ledere l’immagine del produttore o a creare casi di concorrenza sleale.
Altri ambiti in cui vengono poste in essere dette indagini sono il verificare gli stati di malattia dei propri dipendenti o l’abuso, che in alcuni casi avviene, circa l’utilizzo della Legge 104/92 che consente ai lavoratori che hanno un familiare diretto in stato di infermità di chiedere dei giorni di permesso con lo scopo di assistere il suddetto sia a domicilio che in casi di ricovero e/o visite specialistiche.
Ultimo caso in cui le investigazioni possono esser richieste riguardano le indagini incentrate sulla veridicità del profilo di un candidato in caso di assunzione. Tali indagini verranno svolte, ovviamente in fase di pre assunzione.